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  • MERCATO IMMOBILIARE STABILE MA PREVALE L’OTTIMISMO

    Le previsioni a medio termine sono improntate all’ottimismo. In calo il ricorso al finanziamento.

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    In attesa di capire quale impatto avrà l’epidemia che stiamo combattendo sul sistema economico e sul mercato immobiliare, un contributo a capire l’andamento del mercato della casa viene dall’ufficio studi della Banca d’Italia.

    Lo scorso 28 febbraio è stato pubblicato il periodico “Sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni in Italia”, realizzato in collaborazione con Tecnoborsa e l’Agenzia delle Entrate (Osservatorio del Mercato Immobiliare), che ha come obiettivo conoscere ed analizzare le opinioni e le valutazioni degli agenti immobiliari sull’andamento del mercato residenziale.

    Secondo i risultati dell’indagine condotta tra il 10 gennaio e il 7 febbraio 2020 presso 1.343 agenzie, nel quarto trimestre del 2019 la quota di operatori che segnalano una diminuzione dei prezzi di vendita è diminuita.

    Due dati interessanti sono quelli relativi allo sconto medio tra prezzo richiesto inizialmente e prezzo finale, e tempo medio di vendita, cioè periodo che intercorre tra l’immissione sul mercato dell’immobile e la chiusura della trattativa tra venditore e acquirente.

    Per quanto riguarda il primo attualmente la percentuale media nazionale è pari al 12%, in leggero calo rispetto al 3° trimestre 2019. I tempi medi di vendita sono pari a 7,7 mesi, in linea con i precedenti quattro trimestri; fanno eccezione i comuni fuori dalle aree metropolitane dove i tempi medi sfiorano i 9 mesi.

    Dopo il netto calo registrato tra giugno e settembre 2019, la quota di acquisti finanziati con mutuo ipotecario si è ridotta di ulteriori due punti percentuali, sfiorando quota 71%, livello più basso dall’inizio del 2016. Il rapporto fra l’entità del prestito e il valore dell’immobile si conferma elevato, al 76,4 %.

    Le aspettative sull’evoluzione del mercato immobiliare nazionale nel trimestre in corso sono pressoché bilanciate, con un significativo miglioramento rispetto a tre mesi prima. Su un orizzonte di medio termine (due anni) le attese divengono nettamente più ottimistiche, con un saldo fra aspettative di miglioramento e peggioramento pari al 23,9 %. 

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